Il Castello Museo di Rivoli: tra i più belli d’Italia, futuro veicoli della campagna Capitale dell’Arte Contemporanea?

Sul Castello di Rivoli e sul suo Museo si è detto e sentito tanto. Tutti sono d’accordo che si tratta di un patrimonio che valorizza la città e la rende così differente da altre cittadine - prettamente industriali - del torinese.

Quale scenario migliore per una dichiarazione d’amore del panorama dal Castello? Quale scenografia migliore della scalinata d’ingresso per le proprie foto di matrimonio?

Pubblichiamo l’intervento di Franco Rolfo, già vicesindaco di Rivoli tra il 2009 e il 2014, attuale membro del Comitato Rivoli Rinasce, che ha voluto ripercorrere l’excursus storico del Castello.

Autore: Franco Rolfo

Aggiornato il 6 Maggio 2024

Il Castello Museo di Rivoli: tra i più belli d’Italia, futuro veicoli della campagna Capitale dell’Arte Contemporanea?
Vista aerea del Castello di Rivoli, sede del Museo di Arte Contemporanea

Un edificio troppo importante perché venisse abbandonato, un intervento troppo oneroso per cui era impossibile che il costo venisse esclusivamente sostenuto dal Comune di Rivoli, proprietario del maniero.

Così inizia la storia, relativamente recente, del recupero e del restauro del Castello, la cui esistenza è documentata dal 1159, quando era di proprietà dei Vescovi di Torino che lo vendettero ai Savoia nel 1247.

Quando Emanuele Filiberto scelse Torino come nuova capitale del Ducato, dato che la città era ancora in mano francese, si stabilì con la sua corte a Rivoli

Suo figlio, Carlo Emanuele, nacque nel Castello il 12 di gennaio del 1559.

Il Castello fu teatro di battaglie e tra il 1690 e il 1693 fu distrutto dalle truppe francesi del Maresciallo Catinat. 

Vedendolo bruciare da Torino, il giovane duca, Vittorio Amedeo II, si ripromise di ricostruire e rendere ancora più bella quella residenza così tanto legata alla storia dei Savoia e da lui molto amata. 

Proprio a Rivoli annunciò sia la sua salita al trono e – ahimé – anche la sua abdicazione nel 1730. 

Rivoli nel progetto di Filippo Juvarra,  specchio di dinastia e potenza dei Savoia

La ricostruzione del Castello fu affidata al noto architetto Filippo Juvarra, già incaricato di diversi interventi di riqualificazione di Torino capitale. 

Rivoli avrebbe avuto la sua reggia, simbolo del potere assoluto di Vittorio Amedeo II, divenuto re di Sicilia. 

Un luogo in grado di rivaleggiare con le altre residenze europee, un sogno mai totalmente realizzato.

Ma nel periodo napoleonico il Castello venne chiuso, come la maggior parte delle altre residenze. 

Con la restaurazione vennero ripresi i lavori, ma ormai il Castello di Rivoli aveva perso importanza. 

Da reggia non conclusa a residenza militare, da Museo a Patrimonio Unesco

Nel 1883, per la somma di 100.000 lire il Castello passa da Casa Savoia alla Città di Rivoli e da questa affittato all’esercito.

I soldati la devastarono e la danneggiarono apportando modifiche a loro confacenti. 

Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata e divenne residenza di poco più 200 sfollati.

Sul finire degli anni ‘60, arrivarono i primi fondi e l’architetto Andrea Bruno fornì i primi rilievi.

Non potendo sostenere da solo le ingenti spese necessarie al recupero ed alla ristrutturazione, il Comune di Rivoli decide di dare il castello in comodato d’uso per 29 anni alla Regione Piemonte

Ad agosto 1979 partono i lavori per il recupero dell’ edificio che tornerà agli antichi splendori nel 1984, quando aprirà come “Museo d’arte contemporanea”. 

Nel 1997 il Castello di Rivoli diventa, insieme ad altri edifici piemontesi, patrimonio dell’umanità dell’Unesco

Rivoli e il progetto di prima capitale italiana di Arte Contemporanea

L’architetto Bruno lavorerà ancora sui progetti per il recupero della Manica Lunga il cui cantiere partirà nel 1996. I lavori dureranno 4 anni e la Manica lunga aprirà i battenti nel febbraio del 2000.

Le vetrate aperte in testata alla Manica lunga illuminano i vani della caffetteria, diventata anch’essa scrigno d’arte con opere della collezione, e degli altri servizi del museo.

Completamente nata dall’idea di Andrea Bruno la piccola manica parallela che ha ospitato per un po’ di tempo un famoso ristorante stellato.

Nel 2005 viene rinnovato il “comodato” tra Rivoli e la Regione Piemonte.

Nel periodo tra il 2010 ed il 2013, il Comune ottiene un finanziamento Europeo, con il quale sistema ed abbellisce il piazzale antistante il castello, denominato Piazzale Mafalda di Savoia, vengono recuperati e realizzati i parcheggi necessari e viene effettuato l’importante recupero del parco di Villa Melano.

Restano in piedi diversi progetti, tra cui proprio quella del recupero di Villa Melano.

Tra le iniziative che si prospettano per quest’anno è quella di ottenere il titolo di prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.

È sognare troppo in grande immaginare una Rivoli con così tanti visitatori e immaginare che tutto questo possa diventare una realtà? 

Anche Rivoli merita un’occasione di rilancio artistico, culturale e commerciale. Per questo occorre energia, fiducia e coraggio.

Rivoli è ora.