Per una Rivoli che superi gli stereotipi e i pregiudizi

Condividiamo le riflessioni che Franca Zoavo, già assessore all'istruzione del comune di Rivoli e insegnante in pensione, membro del Comitato “Rivoli è ora”, su partecipazione attiva e inclusività sociale. Riflessioni che partono da un’idea di città democratica, multiculturale e rispettosa delle differenze.

Autore: Franca Zoavo

Aggiornato il 6 Maggio 2024

Per una Rivoli che superi gli stereotipi e i pregiudizi
Le scuole sono un luogo cruciale per rendere la città protagonista di un cambiamento positivo

Inclusione sociale e pari opportunità: una definizione

L’inclusione sociale riguarda il senso di appartenenza a una comunità e la possibilità di godere pienamente dei diritti e delle opportunità che ne derivano. 

In una città contemporanea e di riferimento sul territorio come Rivoli è importante identificare percorsi sociali, culturali ed economici condivisi e partecipativi che siano duraturi e inclusivi in diversi contesti sociali, demografici ed economici.

Da sempre ho coltivato una profonda passione e un impegno nei confronti dei temi dei diritti, delle pari opportunità e dell’inclusione sociale. E ho lottato, da donna e battagliera, per promuovere e far riconoscere l’uguaglianza e l’integrazione attraverso tutte le sfere della società.

Una città popolosa come Rivoli può (e deve) farlo spaziando tra diversi ambiti: dall’istruzione, ai servizi di interesse pubblico, dalle iniziative culturali, all’accessibilità urbana e naturalistica, dai diritti fondamentali al rispetto delle diversità.

Il ruolo cruciale di scuole e organizzazioni associative per una Rivoli democratica

Rivoli è una città ricca di associazioni che meritano il proprio spazio. Sono fortemente convinta che le associazioni rappresentino un elemento cruciale e distintivo per una città protagonista. 

Ho sempre riconosciuto in esse la principale fonte di definizione della “cosa pubblica”. Ciò che è proprietà di tutti dovrebbe essere curato da chi vive le istituzioni scolastiche e le realtà associative. 

Perché la penso così? 

Perché scuole e associazioni arrivano dove non è facile arrivare. Da ex insegnante conosco bene i meccanismi dell’isolamento e del pregiudizio sociale. Ho conosciuto e visto crescere – in prima persona – ragazzi e ragazze già etichettati dalla società, vittime della cultura del divisionismo e dell’abbandono.

Dal basso nascono le idee migliori per identificare e percorrere strade e modi rispettosi delle differenze e delle diversità.

La società non è – per sua originaria natura – inclusiva: solo grazie ad interventi mirati è possibile dare voce ai contesti sociali più fragili. E scuole ed associazioni sono i veri teatri di queste iniziative di coinvolgimento e attivismo.

Rivoli città di pace, oltre gli stereotipi e i pregiudizi

In passato era attiva la Consulta per la Pace e i Diritti Umani che ho sempre sostenuto per parlare attivamente di temi di uguaglianza sociale, partecipazione attiva, emancipazione femminile e tematiche di genere.

I giovani di oggi hanno superato i vecchi schemi gender e possono concretamente contribuire alla definizione di una città oltre gli stereotipi e i pregiudizi.

Imparare a dialogare con loro rappresenta una delle strategie più efficaci per svecchiare la gestione amministrativa e avvicinare le nuove generazioni all’attivismo politico.

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