Una città per tutti, con spazi urbani rinnovati

Condividiamo le domande significative che il membro del Comitato Rivoli Rinasce, Luca Murzio, ha posto per interrogarsi sulla viabilità e la mobilità della nostra città.

Domande che vogliono aprire all’opportunità di una città più vivibile, a misura di tutti, dai disabili ai più piccoli, per bici e monopattini. Insomma, nella futura Rivoli desideriamo che tutti - ma proprio tutti - possano circolare in sicurezza.

Autore: Luca Murzio

Aggiornato il 6 Maggio 2024

Una città per tutti, con spazi urbani rinnovati
Gli spazi urbani vanno ripensati per creare luoghi sicuri per permettere una socialità migliore

Chi è infastidito dal traffico davanti alle scuole al mattino? 

Chi ha dovuto fare attenzione a mettere un piede giù dal marciapiede, poco dopo aver preso un gelato nella splendida piazza Martiri?

Chi ha dovuto rinunciare ad andare in bicicletta con i più piccini perché le piste ciclabili rivolesi sono impraticabili

Chi sceglie di accompagnare i propri figli in automobile perché la città è troppo pericolosa per farli muovere da soli?

Chi ha dovuto fare attenzione ad un’automobile o ad un furgone mentre passeggiava per Via Piol, che dovrebbe essere pedonale?

Le domande potrebbero essere ancora molte. Ma voglio immaginare che ci sia la possibilità che, prima o poi, si possa prevenire la risposta “IO” a queste domande. E, soprattutto, che si abbia voglia di credere ad una città con spazi urbani completamente rinnovati. 

Perché è importante definire gli spazi urbani della città di Rivoli?

Definire gli spazi urbani è necessario per dare un senso a un luogo e non far sì che possa diventare una giungla senza regole

Credo sia possibile riqualificare gli spazi pensando alla loro funzione primaria: per la socialità, per i bambini, per il verde, per un parcheggio auto. 

Basta con gli spazi indefiniti dove coesiste tutto.

Se pensiamo ad una città in funzione del parcheggio avremo una città per le auto, se pensiamo a una città in funzione degli spazi avremo una città con spazi per le persone.

Come procedere per ripensare gli spazi urbani di Rivoli?

Per trasformare uno spazio urbano e indirizzarlo verso una funzione specifica si potrebbe agire in questo modo:

  • definire un’idea chiara dello spazio da realizzare in funzione del luogo, delle potenzialità e delle criticità che il nuovo spazio genera;
  • comunicare in modo chiaro e semplice ai cittadini l’idea che si ha per quello spazio; 
  • definire dei periodi di prova per innescare gradualmente il cambiamento;
  • dove lo spazio non preveda la presenza di automobili, ipotizzare lo sviluppo di un’alternativa che non faccia percepire il cambiamento come una scomodità.

Automobili: che ruolo giocano in relazione agli spazi urbani?

Le automobili non vanno demonizzate. Bensì collocate in spazi urbani pensati per il parcheggio. Un’automobile occupa il posto di 10 biciclette o di 30 persone in piedi

L’adozione del pugno duro con multe a raffica non è la soluzione. Perché la difficoltà di trovare parcheggio non può giustificare la pigrizia amministrativa

Le multe, ovviamente, sono importanti ma rappresentano solo la parte finale di un percorso di educazione civica, dello sviluppo di proposte di viabilità alternative e dell’attuazione di periodi di prova di un nuovo spazio urbano.

Facciamo alcuni esempi di definizione di spazi urbani

È importante andare a definire alcuni esempi di applicazioni pratiche alla teoria, perché la realtà prenda corpo e non resti fantasia.

Andremo quindi a vedere alcuni possibili applicazioni in spazi cittadini a noi cari:

  • Spazi scolastici: come accedere alle lezioni evitando soste all’ingresso
  • Spazi turistici e pedonali: il recupero di Via Piol e delle vie del centro storico
  • Spazi intorno a piazza Martiri: la vittoria della socialità
  • Spazi per la mobilità sostenibile: spostamenti sicuri a due ruote

1. Spazi scolastici: come accedere alle lezioni evitando soste all’ingresso

Spesso vediamo automobili che si fermano davanti alle scuole per lasciare i figli il più velocemente possibile.

Questi ragazzi, a volte, sono persino bambini che si ritrovano all’altezza dello scarico delle altre automobili che fanno lo stesso.

Se si vuole cambiare questa brutta abitudine occorre coinvolgere direttamente gli istituti scolastici e far comunicare alle famiglie che si vuole dedicare un’area per l’entrata scolastica.

L’accesso alla scuola dovrà avvenire attraverso la sosta presso aree di parcheggio prossime all’edificio e un percorso sicuro verso la scuola. 

Sarebbe possibile creare piedibus e biketoschool per promuovere un altro modo di muoversi. 

Liberato dalle auto lo spazio davanti alla scuola può diventare, con l’urbanistica tattica, uno spazio gioco in cui aspettare il suono della campanella.

Per le scuole superiori basterà, invece, promuovere la mobilità sostenibile e l’uso dei mezzi pubblici, dare spazio e forma al percorso verso la scuola consentendo ai ragazzi di personalizzarlo e poterlo sentire loro.

2. Spazi turistici e pedonali: il recupero di Via Piol e delle vie del centro storico

I tanti edifici storici in centro cittadino dovrebbero essere pensati come spazi che accolgono i turisti. 

I turisti dovrebbero essere guidati dall’ingresso alla città allo spazio per il parcheggio e da lì accompagnati allo spazio turistico libero da auto, completamente pedonale.

Tutti quelli che hanno passeggiato almeno una volta per Via Piol o per altre vie del centro storico si saranno imbattuti in uno o più furgoni dei corrieri, oltre che da automobili.

Una proposta da vagliare potrebbe essere quella di identificare magazzini di prossimità al centro, dai quali la merce viaggia in modo sostenibile verso il luogo di destinazione, così come avviene in altre città italiane.

3. Spazi intorno a piazza Martiri: la vittoria della socialità

Le piazze centrali di una città sono luoghi di incontro e socializzazione. A conferma di questo Piazza Martiri a Rivoli è circondata da bar e gelaterie molto frequentate.

Sarebbe opportuno che lo spazio dedicato ad esse fosse uno spazio in cui sostare, incontrare persone e dialogare, non quello in cui fare attenzione alle automobili sulla porta dei negozi. 

Un esempio molto valido in città esiste. Si tratta di Piazza Marinai d’Italia (o dove c’è Il chiosco di Via Capra nello slang rivolese) che è stata completamente rivista ed oggi è un’area pensata per la socialità ed è molto frequentata.

4. Spazi per la mobilità sostenibile: spostamenti sicuri a due ruote

Non esiste un mezzo più economico della bicicletta per muoversi entro i 5 km. E attraversare il territorio urbano spesso significa percorrere meno di 5 km!

Le piste ciclabili sono arrivate a Rivoli in momenti storici diversi e con diversa realizzazione. Non tutte sono sicure e molte non sono assolutamente considerate e trattate come spazi funzionali. 

La pista ciclabile realizzata intorno a corso Kennedy oggi non è solo una pista ciclabile, ma uno spazio per chi impara ad andare in bici e per chi fa sport. A volte è usato, impropriamente, per chi passeggia.

Sappiamo tutti che le ciclabili andrebbero collegate tra loro per ricoprire lo scheletro principale della città dal castello, all’ospedale alla nuova metro in arrivo, alla stazione dei treni di Alpignano (fuori dal territorio, ma usata da molti rivolesi per raggiungere Torino e la valle di Susa).

L’utilizzo delle ciclabili va promosso attraverso momenti di sensibilizzazione. Istruire all’uso di mezzi alternativi di spostamento che potrebbero risultare più economici – soprattutto in termini di tempistica – è fondamentale.

Sarà possibile parlare di mobilità sostenibile sicura per la città quando un ragazzo che inizia a muoversi in autonomia può farlo in totale sicurezza.

Dare uno spazio alla mobilità sostenibile significa fornire un’alternativa per godere del territorio, del commercio e creare momenti inclusivi di socialità urbana.